p 244 .
Paragrafo 6 . La decolonizzazione dei possedimenti italiani e francesi
in Africa.

I  territori  africani sottoposti alla dominazione coloniale  italiana
vennero  liberati  senza  troppe difficolt.  La  Libia,  dopo  lunghi
dibattiti all'ONU, divenne indipendente nel 1951 sotto la corona di re
Idris  primo,  che  avvi  una  politica  filooccidentale.  L'Etiopia,
tornata  sotto  l'imperatore Haile Sellassi dopo la sconfitta  subita
dalle  truppe  d'occupazione italiane per mano  britannica  nel  1941,
ottenne  la  sovranit sull'Eritrea, federata come stato autonomo.  Le
aspirazioni  all'indipendenza di quest'ultima, soffocate  dal  governo
imperiale,  che  nel  1962 procedette unilateralmente  all'annessione,
saranno  causa  di  un  trentennale conflitto.  La  Somalia,  affidata
dall'ONU  all'amministrazione italiana nel 1950, divenne  indipendente
nel 1960, accorpando il territorio della ex Somalia britannica.
Assai   pi  problematica  fu  la  decolonizzazione  dei  possedimenti
francesi,  perch  la  Francia  si  oppose  militarmente  alle   forze
nazionaliste africane.

p 245 .

In  Tunisia  la  lotta per l'indipendenza fu organizzata  dal  partito
denominato neo-destur (destur, cio "costituzione"), guidato da  Habib
Burghiba,  che  costrinse  la Francia a concedere  l'indipendenza  nel
1956. L'anno successivo venne proclamata la repubblica, della quale fu
eletto presidente lo stesso Burghiba, che avvi un vasto programma  di
modernizzazione del paese.
In  Marocco il partito nazionalista istiqlal ("indipendenza") si batt
con  grande  determinazione  per  la  fine  del  protettorato  franco-
spagnolo, riuscendo a conseguire la piena indipendenza nel 1956.
Il  Madagascar  raggiunse la libert nel 1960, dopo  una  lunga  lotta
contro  la  presenza  dei  francesi, che,  attuata  una  violentissima
repressione nel 1947 con decine migliaia di vittime, tennero il  paese
in stato d'assedio fino al 1956.

[Cartina non riportata: La decolonizzazione dell'Africa].

p 246 .

Il  milione circa di coloni francesi che si erano insediati in Algeria
a danno della popolazione locale, spesso privata con la violenza della
propria   terra,   si   opposero   con  decisione   alla   concessione
dell'indipendenza al paese nord africano, ottenendo  il  sostegno  del
governo  di Parigi. Il fronte di liberazione nazionale algerino  (FLN)
pass  allora  alla  lotta  armata,  che  in  breve,  sostenuta  dalla
popolazione   araba,  assunse  il  carattere  di  guerra   di   massa,
specialmente dopo la battaglia di Algeri, che tra gennaio e luglio del
1957  vide le truppe francesi rispondere agli attacchi dei combattenti
del  FLN  con  crudeli rappresaglie contro la popolazione  civile.  La
rivolta algerina caus una grave instabilit politica in Francia,  che
si  concluse nel giugno del 1958 con il ritorno al potere del generale
De  Gaulle  (vedi  capitolo Undici, paragrafo 8).  Quest'ultimo,  dopo
alcune  esitazioni  iniziali, nel 1960 avvi trattative  con  il  FLN,
intervenendo con decisione per reprimere le iniziative contrarie,  tra
cui  un  tentativo  di  colpo  di  stato  ad  Algeri  e  varie  azioni
terroristiche, promosse dalle forze pi conservatrici e in particolare
dall'organizzazione militare clandestina OAS (Organisation de  l'arme
secrte).  I  negoziati  si  conclusero nel  marzo  del  1962  con  il
riconoscimento  dell'indipendenza della repubblica d'Algeria,  a  capo
della quale nel 1963 fu eletto Ahmed Ben Bella, uno dei fondatori  del
FLN, catturato nel 1956 e rimasto detenuto in Francia fino al 1962.
